Tempa del fico: biodiversità colturale e culturale in Cilento con la salvaguardia e il recupero di antiche varietà di grani.

Alla Tempa del Fico da 20 anni si lavora al recupero di antiche sementi di grano autoctono.

Tutto è iniziato con la scoperta del territorio di Pruno di Laurino, nel cuore del parco del Cilento, da parte di Angelo Avagliano.

La Valle era ancora integra da un punto di vista naturalistico dovuto al fatto che solo da poco tempo il suo secolare isolamento era stato violato dalla costruzione della strada asfaltata.  La zona era molto ricca d’acqua molti terreni erano incolti, i boschi avanzavano e c’erano ancora tanta brava gente, contadini e pastori del profondo Sud, e cosa non meno importante, per le magre risorse economiche a disposizione, le terre costavano relativamente poco. Molti campi erano ancora coltivati a grano e il paesaggio era davvero particolare data  la notevole altezza degli steli del cereale che denotavano un notevole accestimento che caratterizzava la percezione cromatica del volume vegetale che ondeggiava non appena spirava un alito di vento: era la Carusedda di Pruno, Carosella degli antichi romani, un grano antico sopravissuto alle manipolazioni genetiche. Dal 2007 i coltivatori del grano Carosella di Pruno sono riconosciuti come una Comunità del Cibo Terra Madre, partecipando all’incontro mondiale dei pastori, contadini e pescatori organizzato dall’Associazione Terra Madre di Torino nel 2008

Ad oggi  nella Valle di Pruno è attivo un programma di sperimentazione colturale e recupero di altre varietà antiche di granno:

-Saragolla, grano duro originario dell’area mediterranea

-Solina, grano tenero originario dell’area appenninica centrale

-Gentile Rosso, grano tenero originario dell’area appenninica centro-settentrionale

-Risciola, grano tenero del sud Italia

I grani coltivati naturalmente nella Valle sono tutti moliti a pietra nel Mulino comunitario istallato al centro della Valle, di fattura contemporanea ma di concenzione meccanica tradizionale.

Le farine ottenute, valorizzate dal metodo tradizionale di molitura a pietra, sono trasformate in Pane d’arte con il prezioso lievito madre tramandato dalle donne della comunità di Pruno da oltre un secolo.